Malattie da vettori? Scopri subito come prevenirle

Cane a primavera: come tenere lontane le pericolose malattie da vettori

“Il cane è il migliore amico dell’uomo”: mai proverbio fu più azzeccato. I nostri cani, infatti, hanno una sensibilità tale da riuscire a capire non solo i nostri stati d’animo ma anche gli eventuali malesseri fisici. E noi proprietari riusciamo a fare altrettanto? Riusciamo a prenderci cura dei nostri amici a quattro zampe nel modo corretto? Riusciamo a ‘fiutare’ un loro problema fisico o anche solo una loro ‘brutta giornata’?

Uno dei periodi dell’anno in cui i nostri cani sono più “sensibili” è sicuramente quello che coincide con l’arrivo della primavera quando, con il bel tempo, lo portiamo più spesso al parco, in montagna dove può correre e giocare liberamente. Siamo sicuri , però, che in questi momenti il nostro cane sia al sicuro?

Purtroppo no: dall’inizio della primavera fino a novembre, infatti, i cani sono a rischio di infezione per alcune malattie quali la Leishmaniosi, Borreliosi o la Filariosi che vengono denominate anche “malattie da vettori”. Queste patologie molto gravi e molto diffuse sul nostro territorio sono causate da parassiti che vengono trasmessi dal morso di zecche o zanzare e che causano dei sintomi in parte silenti o che si manifestano quando la situazione è già ad uno stadio molto avanzato. A questi si associa, talvolta, la scarsa conoscenza del problema da parte del proprietario che non sospetta che una piccola zecca trovata sul corpo dell’aninale possa trasmettere una malattia che può essere letale per il suo amico animale

Febbre, eccessiva sonnolenza, debolezza, talvolta paralisi degli arti motori sono solo alcuni dei “campanelli d’allarme” che dovrebbero farci sospettare che c’è un problema.

Per questo motivo è fondamentale proteggere il nostro cane con alcune azioni preventive che possano tenere lontani i vettori ed è importante verificare anche che il soggetto non sia stato infettato con dei controlli periodici dal medico veterinario. Per questo tipo di malattie la diagnosi precoce può fare la differenza per la vita del nostro cane.

Piccoli accorgimenti possono essere:

  • falciare il prato del giardino in maniera regolare per evitare che i parassiti si annidino nel terreno;
  • fare in modo che il cane non dorma fuori casa durante la notte;
  • rimuovere subito le zecche dal cane
  • applicare repellenti ad azione rapida e protezione prolungata (sul mercato esistono validissimi spot-on o collari pronti all’uso)

Se abbiamo il dubbio che il nostro cane sia venuto in contatto con alcuni vettori e possa essere a rischio, è altamente consigliabile portarlo dal veterinario il prima possibile, per un controllo e degli esami approfonditi.

Cosa dice il veterinario: prevenire è meglio che curare

Borreliosi

  • Cos’è?
    Nota anche come “Malattia di Lyme”, città del Connecticut in cui fu diagnosticato il primo caso nel 1975, la Borreliosi è un’infezione batterica che si diffonde dalla cute e arriva a “toccare” diversi organi del cane, causando disturbi permanenti. Il principale vettore è la zecca dei boschi: e, in caso di contagio, bisogna intervenire tempestivamente.
  • Cosa succede se il cane viene contagiato?
    Un cane infetto deve essere sottoposto a cure antibiotiche il prima possibile, perché la malattia si risolva con esiti positivi. La velocità con cui si diagnostica la malattia è essenziale: una Borreliosi non curata, infatti, può provocare danni permanenti all’apparato motorio e al sistema nervoso dell’animale.
  • Quando il cane è a rischio?
    Essendo una malattia da vettori, il cane è più soggetto al contagio con l’arrivo della bella stagione, ecco perché è fondamentale in questo periodo dell’anno, essere molto più attenti. Le zone considerate rischiose per i nostri amici a quattro zampe sono proprio animali gli spazi aperti e in modo particolare quelle zone con alto tasso di umidità.
  • Come possiamo aiutare il nostro cane?
    Cerchiamo di ispezionare il manto del cane in maniera più frequente: eventuali zecche, infatti, vanno rimosse entro le 24 ore dalla puntura, munendosi di guanti in lattice e di una pinzetta, staccando il parassita con un colpo deciso senza schiacciarne il corpo. In questo caso meglio evitare di utilizzare sostanze liquide sulla cute, repellenti, olio e alcool, che possono risultare irritanti o tossiche. Una volta rimosso, il parassita va bruciato e la piccola ferita si tampona con del cotone, tenendo sotto controllo nei giorni successivi che nella zona interessata non vi sia la comparsa dell’eritema migrante, una chiazza rossastra che assume una forma di “bersaglio”. La presenza di questi artropodi può essere cospicua, per cui una volta rimossi si consiglia di consultare subito il veterinario che eseguirà delle analisi del sangue e comunicherà se il nostro animale è stato infettato o meno.
    Anche gli antiparassitari sono importantissimi: sul mercato esistono repellenti spay o spot-on, che si applicano mensilmente su zone specifiche del corpo, oppure dei collari a rilascio graduale del principio attivo. Utilissimi anche i pesticidi per balconi, giardini, cuccia (purché tollerati dai cani) e spray antiparassitari ad uso domestico.

Filariosi

  • Cos’è?
    La Filariosi è una malattia da vettori causata dal parassita Filaria che viene trasmesso tramite la puntura della zanzara tigre (ma anche dalla zanzara comune) e che a volte risulta molto fastidiosa anche nell’essere umano.
  • Cosa succede se il cane viene contagiato?
    Tra le varie patologie canine, la Filariosi è senz’altro una delle più pericolose, poiché la larva della Filaria cresce e si sviluppa nel circolo sanguigno del cane fino ad annidarsi nel suo cuore e causare sofferenza, danni permanenti e, purtroppo, anche la morte dell’animale.
  • Quando il cane è a rischio?
    Considerando che i cambiamenti climatici degli ultimi anni hanno portato ad un considerevole aumento della presenza di vettori anche sul nostro territorio, diventa sempre più importante preservare gli animali domestici dalle punture anche durante la primavera, quando le temperature sono più miti.
  • Come possiamo aiutare il nostro cane?
    Per prima cosa dobbiamo assicurarci che nel cane non siano già presenti delle larve: questo è importante perché la prima fase della malattia non presenta segnali d’allarme. È fondamentale, comunque, adottare misure di profilassi fin dai primi mesi di vita del cucciolo: finestre e porte dotate di zanzariere risultano di grande aiuto poiché evitano l’ingresso indesiderato di zanzare negli ambienti interni.
    Altri rimedi preventivi consistono in spray, pipette, gocce e collari applicate mensilmente che contengono principi attivi per allontanare il parassita.
    C’è la possibilità, inoltre, di tenere il cane sotto cura, somministrando appositi farmaci che sono in grado di uccidere le uova.
    Attenzione! Tale profilassi ha effetto retroattivo, per cui la prima somministrazione deve avvenire all’inizio di aprile circa e continuare fino a novembre, mesi in cui vi è una presenza più consistente di parassiti.
    Controllare che il nostro cane non abbia contratto la filariosi è molto semplice: basta portarlo dal veterinario che con un semplice esame del sangue e un test rapido SNAP Idexx potrà valutare in pochi minuti il suo stato di salute.

Leishmaniosi canina

  • Cos’è?
    Diagnosticata per la prima volta nel 1908, la Leishmaniosi canina si è diffusa rapidamente in aree geografiche equatoriali, per poi arrivare a compromettere tutte le regioni italiane, a causa di particolari condizioni ambientali, scarso igiene e randagismo.
  • Cosa succede se il cane viene contagiato?
    L’incubazione di questa patologia è molto lunga e, può avere conseguenze irreversibili fino ad arrivare al decesso dell’animale.
  • Quando il cane è a rischio?
    Il cane è più soggetto ad infezione nei periodi dell’anno in cui sono maggiormente presenti i vettori (flebotomi o ‘pappataci’): in generale da aprile a novembre e soprattutto nelle ore notturne quando, di solito, si nutrono i parassiti.
  • Come possiamo aiutare il nostro cane?
    Un consulto con il veterinario di fiducia è sicuramente utile per la scelta del migliore trattamento antiparassitario specifico contro i flebotomi: nel mercato si trovano il classico spray repellente, trattamenti spot-on in gocce o collari. Tali prodotti possono, di solito, essere utilizzati in combinazione e si applicano ogni due settimane nella zona delle orecchie, sul manto, sul dorso, sul muso e sulle zampe del cane. L’efficacia della protezione è abbastanza buona poiché queste sostanze si depositano del grasso sottocutaneo formando una barriera protettiva.
    Per gli amanti dei rimedi naturali l’olio di neem puro diluito può dare una grossa mano: si deve cospargere sul manto del cane ed è un naturale repellente perché risulta sgradito alle zanzare (così come le salviette alla citronella e specifici bagnoschiuma antiparassitari, anche se l’effetto dura solo poche ore).
    Suggeriamo, inoltre, di non lasciare il cane fuori casa di sera, proteggere gli ambienti interni istallando delle zanzariere su porte e finestre, disinfestare di tanto in tanto la casa con antiparassitari ad uso domestico e tenere puliti giardini e balconi poiché l’acqua stagna delle piante è covo di uova.
    È importantissimo, infine, portare periodicamente il nostro amico a quattro zampe dal veterinario per un controllo specifico e per verificare che non abbia contratto la malattia. E’ da poco disponibile anche un vaccino per la leishmaniosi.